I serramenti in legno da secoli sono utilizzati per realizzare porte e finestre esterne. Scegliere il legno migliore per gli infissi della tua casa è fondamentale per garantire le migliori prestazioni e una lunga durata nel tempo. Il legno ha caratteristiche diverse a seconda della specie e del luogo in cui cresce. In questo articolo andremo ad analizzare in maniera semplice le differenti caratteristiche per scoprire quali sono le essenze di legno migliori in questo settore.
Ogni specie di legno possiede caratteristiche uniche: nei prossimi paragrafi vedremo nel dettaglio le proprietà delle varie essenze legnose per individuare quelli più adatti e performanti nel settore dei serramenti.
L’analisi si concentrerà solamente sui serramenti tutto legno. Per le versioni in legno con la cover in alluminio all’esterno, la resistenza del legno è meno rilevante, poiché il serramento è completamente riparato dall’alluminio.

Tabella dei contenuti
ToggleQuali sono le caratteristiche del tipo di legno migliore per la realizzazione di serramenti.
Il tipo di legno migliore per i serramenti deve possedere alcune caratteristiche fondamentali.
- Resistenza agli agenti atmosferici. I serramenti sono elementi molto esposti agli agenti atmosferici, come sole, pioggia, vento e grandine. A meno che non siano riparati da sole e intemperie, un legno durevole è essenziale per mantenere le prestazioni delle finestre nel tempo.
- Stabilità nel tempo. Il legno non deve deformarsi facilmente per evitare problemi di chiusura o infiltrazioni.
- Estetica e personalizzazioni. La venatura e le colorazioni influenzano spesso la scelta finale. Tuttavia, è sempre importante tenere in considerazione determinati aspetti caratteristici di alcune specie legnose, che possono entrare in contrasto con le scelte estetiche.
I migliori tipi di legno per serramenti.
Quando si parla di serramenti in legno, la scelta dell’essenza giusta è fondamentale per garantire durata, estetica e resistenza agli agenti atmosferici.
Oggi, i serramenti non vengono più realizzati in legno massello, ma con legno lamellare, ottenuto tramite l’incollaggio di 3 o più tavolette sovrapposte. di legno. Questo consente di avere nel lato esterno sempre la parte migliore priva di difetti e rende molto più stabile il serramento.
Di seguito vedremo le essenze più utilizzate senza entrare troppo nel dettaglio, non volendo parlare di pesi specifici, durezza o altri dati che potrebbero solo creare confusione.
Abete bianco e abete rosso europeo.

(fonte: Kaindl)
L’abete è un legno tenero e leggero, con buone proprietà isolanti perché poco compatto. Il suo utilizzo per la realizzazione di infissi è apprezzato perchè è di fascia economica bassa oppure quando si ha la necessità di realizzare finiture sbiancate dove un legno con colorazioni più forti cambierebbe il colore finale.
Poco resistente agli urti, con scarsa durabilità e facilmente attaccabile da muffe e funghi, non è un legno consigliabile per la fornitura di infissi.
Pino silvestre.

(fonte: Legnami Guastella)
Più resistente dell’abete, il pino silvestre, detto anche pino di Svezia, ha una maggiore durezza e un alto contenuto di resine, che lo rendono più durevole. Ideale per serramenti di dimensioni contenute o con esposizione limitata agli agenti atmosferici, offre un buon isolamento termico e resistenza, sebbene richieda maggiori cure per le superfici maggiormente esposte.
Larice europeo.

(fonte: Panda Wood)
Il larice è una conifera europea che cresce bene nelle zone fredde. Il suo legno è ancor più compatto e resistente del pino, pur mantenendo un buon grado di isolamento termico. Al suo interno vi è una percentuale di resine e di oli essenziali che rende questo legno più duraturo all’azione degli agenti atmosferici e adatto a serramenti esposti. In montagna infatti non è difficile scorgere baite di larice vecchie di secoli con il legno ancora intatto. Anche se si dovesse rovinare la vernice protettiva sarebbe di per sé un legno decisamente più resistente.
Un piccolo difetto invece potrebbe essere l’elevato contenuto di resine, che in qualche caso potrebbero affiorare in superficie. In caso dovessero presentarsi basterà rimuoverle con un pochino di acqua ragia e uno straccio, facendo sempre prima una prova preventiva per valutare che non venga deteriorata la vernice del serramento.
Rovere europeo.

(fonte: Essepiwood)
Il rovere conclude le specie legnose europee che preferiamo utilizzare nella produzione dei serramenti. Legno duro e compatto è l’ideale per la realizzazione di serramenti antieffrazione o di grandi dimensioni in cui è necessaria una resistenza strutturale elevata.
Grazie alla venatura e al poro aperto caratteristico di questa specie legnosa si ottengono sempre dei manufatti belli e duraturi, ideali in qualunque tipo di contesto, dal moderno al rustico. Il rovere si può definire uno dei materiali per eccellenza. Se vogliamo trovare un aspetto meno positivo a questa essenza è il costo, che è un po’ più alto rispetto alle altre.
Okumè

(fonte: Ravaioli Legnami)
Il legno di okumè è un legno africano che fa parte della famiglia del mogano. Anche se di minor pregio, spesso viene utilizzato nel mondo dei serramenti. Ha una durezza e un peso specifico simile al pino; i grandi tronchi con pochi rami rispetto a una conifera, ne fanno un legno molto commerciale, con una buona resistenza agli agenti atmosferici e in particolare all’umidità poiché idrorepellente.
Red Grandis

(fonte: Impronta)
Il Red Grandis è un legno duro che fa parte della famiglia degli Eucalipto ed è coltivato in piantagioni controllate in Uruguay. Questo legno viene selezionato e coltivato in maniera completamente sostenibile ed essendo un legno veloce nella crescita, nonostante la sua compattezza risulta una buona alternativa ai legni europei. Cresce il doppio rispetto a un pino raggiungendo la sua maturità dopo solo 20 anni.
Il legno di Red Grandis è di facile lavorazione, ma compatto e resistente ai funghi. Questo mix lo rende unico e per questo si sta iniziando a posizionare tra le essenze migliori nel campo dei serramenti.
Bambù

(fonte: Archi Expo)
Qui si apre un capitolo a parte. Il bambù come sappiamo non è un legno, ma tecnicamente è un’erba. Se tralasciamo questo particolare e valutiamo la sua sostenibilità, è un materiale che non ha eguali. Per questo l’utilizzo del legno di bambù per realizzare infissi di qualità sta iniziando a prendere piede. Architetti e designer lo stanno piano piano inserendo in molti progetti, grazie alla sua rapida crescita e alla sua resistenza strutturale che è superiore a quella dell’acciaio. Il legno di bambù non teme confronti con i nostri legni europei.
Conclusioni.
La scelta del legno migliore per serramenti deve tenere conto delle specifiche esigenze di ognuno di noi.
Esistono moltissime varietà di legno che non abbiamo inserito in questo articolo. Molti legni che una volta erano molto utilizzati, come ad esempio il Douglas, oggi sono praticamente spariti dal mercato a causa di un taglio incontrollato durante la metà del 1900. Il Douglas era un ottimo legno per la costruzione dei serramenti, ma oggi non se ne trova più oppure è di scarsissima qualità.
Altri tipi di legno invece sono stati utilizzati per alcuni periodi, perchè importati come alternativa a legni più costosi, risultando poi nel tempo legni di bassa qualità, come ad esempio:
- Il rovere rosso americano, venduto come sostituto del rovere, anche se molto meno resistente al degrado.
- L’ Hemlock, venduto come sostituto del Douglas perché opportunamente tinto, aveva una netta somiglianza, salvo poi risultare un legno facilmente attaccabile dai funghi, oltre ad essere molto tenero.
Esistono moltissimi altri tipi di legno di cui avremmo dovuto parlare. Dopo secoli di prove sul campo, sappiamo quali essenze garantiscono le migliori prestazioni in termini di durata e resistenza e quali sono le innovazioni, come il bambù. In generale il costo di mercato resta un buon indicatore di qualità: un legno più costoso tende a offrire maggiore resistenza e longevità.
