Isolamento acustico dei serramenti: come funziona davvero?

Quando si parla di comfort abitativo, il rumore è uno degli elementi che più incidono sulla qualità della vita. Una finestra che non isola bene può trasformare il salotto in una stanza rumorosa anche quando le ante sono chiuse. Ecco perché, nei contesti urbani o in presenza di rumori persistenti, traffico, bar, scuole, ferrovia, è importante scegliere serramenti con prestazioni acustiche adeguate al problema reale.

Ma attenzione: non basta montare un vetro ad alte prestazioni acustiche per ottenere il silenzio. È uno degli errori più comuni.

L’isolamento dipende dal comportamento dell’intero foro finestra: vetro, telaio, guarnizioni, posa e, quando presenti, cassonetti o altri elementi che possono diventare punti deboli.

In acustica, infatti, una prestazione elevata di un singolo componente serve a poco se il rumore trova una strada più facile per entrare.

È uno degli aspetti che incidono maggiormente sul comfort che una finestra riesce realmente a creare all’interno della casa.

Serramento con elevato isolamento acustico.

Come si propaga il rumore

Il rumore si trasmette nell’aria sotto forma di onde sonore. Quando queste onde incontrano una finestra, una parte dell’energia sonora viene riflessa, una parte può attraversare i diversi materiali e una parte può trovare percorsi più facili attraverso fessure, giunti o punti non perfettamente sigillati.

Per questo, quando cerchiamo un buon isolamento acustico, dobbiamo ragionare su tutto il foro finestra, non soltanto sul vetro.

Una finestra con un ottimo vetro ma con un cassonetto debole, una scarsa tenuta all’aria o un collegamento tra finestra e muro non realizzato correttamente può dare un risultato molto diverso da quello che ci aspetteremmo guardando solamente il valore dichiarato del vetro.

Serve un sistema equilibrato, non un singolo elemento

Il vetro acustico è importantissimo, ma è soltanto una parte del sistema.

Per ottenere buone prestazioni bisogna ragionare almeno su tre elementi:

  • il vetro, scegliendo una composizione adatta al livello e soprattutto al tipo di rumore da contrastare. Vetri stratificati acustici e composizioni con lastre di spessore differente sono alcune delle soluzioni utilizzate per aumentare l’isolamento. Per esempio, una composizione asimmetrica può essere del tipo 6 / camera / 4+4, ma la configurazione corretta va scelta in funzione della prestazione richiesta;
  • il serramento, che deve avere una buona prestazione acustica e soprattutto un’elevata tenuta all’aria. La massa del materiale e le caratteristiche costruttive del profilo possono contribuire al risultato, ma profondità del telaio o numero delle guarnizioni, presi da soli, non ci dicono quanti decibel sarà realmente in grado di isolare una finestra;
  • la posa in opera, che deve garantire continuità e tenuta dei giunti. Nelle sostituzioni è quindi molto importante valutare attentamente anche il vecchio telaio, le condizioni del vano e gli eventuali percorsi attraverso i quali il rumore potrebbe continuare a propagarsi. Quando necessario, è consigliabile la rimozione completa del vecchio telaio, poiché permette di intervenire direttamente sul nodo e progettare correttamente il nuovo collegamento tra serramento e muratura.

Il risultato finale dipende dall’equilibrio dell’intero sistema e spesso viene limitato dal suo punto più debole.

Se, per esempio, scegliamo un vetro con un potere fonoisolante dichiarato di 45 dB, non significa automaticamente ottenere una finestra installata capace di isolare 45 dB.

Telaio, dimensioni della finestra, tenuta all’aria, posa, cassonetto e caratteristiche del foro finestra possono modificare anche sensibilmente il risultato finale.

Ecco perché, quando si parla di isolamento acustico, non basta chiedere: “quanti decibel ha il vetro?”.

Legno, PVC o alluminio? Quanto conta il materiale per l’isolamento acustico dei serramenti

Il materiale con cui è costruito il serramento può influire sul comportamento acustico, ma da solo non basta per stabilire quale finestra isolerà meglio dal rumore.

Il legno, grazie alla sua massa e alla sua struttura, ha naturalmente caratteristiche interessanti dal punto di vista acustico.

Nel PVC il risultato dipende molto dalla costruzione del profilo, dalle sue sezioni, dai rinforzi e naturalmente dalla configurazione complessiva del serramento.

Anche l’alluminio, nonostante sia un materiale relativamente leggero e rigido, può raggiungere prestazioni acustiche elevate quando viene utilizzato all’interno di sistemi correttamente progettati.

Per questo non sarebbe corretto stabilire una classifica assoluta tra legno, PVC e alluminio: la prestazione va valutata sul serramento completo, considerando telaio, vetro, guarnizioni, tenuta all’aria, dimensioni e configurazione della finestra.

C’è però un principio fisico importante che ci aiuta a capire molte situazioni pratiche: la massa conta.

A parità delle altre condizioni, un elemento con maggiore massa tende generalmente a opporre maggiore resistenza alla trasmissione del rumore rispetto a un elemento molto leggero.

È un concetto che diventa particolarmente utile quando analizziamo non soltanto il serramento, ma anche pannelli, tamponamenti e materiali utilizzati attorno alla finestra.

Una schiuma leggera e una malta, per esempio, anche a parità di spessore non sono acusticamente la stessa cosa. La massa è molto diversa e questo influenza il loro comportamento nei confronti del rumore.

Naturalmente la massa da sola non basta: continuità, tenuta all’aria, caratteristiche del materiale e modo in cui viene realizzato il nodo restano determinanti.

Portoncini: attenzione ai pannelli

Un esempio molto semplice per capire quanto possa essere importante la massa lo troviamo nei portoncini d’ingresso.

In molti portoncini in PVC o alluminio vengono utilizzati pannelli sandwich con materiali isolanti molto leggeri. Possono essere ottimi dal punto di vista termico, ma una buona prestazione termica non significa automaticamente una buona prestazione acustica.

Se confrontiamo un pannello molto leggero con un vetro stratificato acustico, la differenza di massa può essere notevole e questo può incidere fortemente sul comportamento acustico dell’elemento.

Non significa che il vetro sia sempre migliore di qualsiasi pannello: esistono pannelli specificamente progettati e certificati anche per ottenere elevate prestazioni acustiche.

Il principio pratico da ricordare è un altro: se l’isolamento dal rumore è una priorità, non fermiamoci all’aspetto estetico o al valore termico del pannello. Chiediamo anche quale sia la sua prestazione acustica.

Un portoncino con un ottimo telaio ma con un tamponamento acusticamente debole rischia infatti di essere limitato proprio dal pannello.

Isolamento acustico dei serramenti: cosa significano realmente i decibel (dB)?

Quando confrontiamo le prestazioni di isolamento acustico dei serramenti incontriamo inevitabilmente dei valori espressi in decibel (dB).

Uno dei più importanti è Rw, l’indice di valutazione del potere fonoisolante: in termini molto semplici, ci permette di confrontare la capacità di elementi diversi di contrastare la trasmissione del rumore.

Più alto è Rw, maggiore è in generale la prestazione fonoisolante dell’elemento considerato.

Per un privato che non lavora tutti i giorni con questi valori, però, leggere “32 dB” oppure “42 dB” significa poco. Possiamo quindi utilizzare questa scala puramente orientativa per capire l’ordine di grandezza delle prestazioni:

Rw (dB)Livello orientativoCome leggerlo
28–32 dBBassoPrestazione acustica ordinaria
33–36 dBMedioDiscreto isolamento acustico
37–39 dBBuonoBuona prestazione acustica
40–42 dBAltoPrestazione acustica elevata
43–47 dBMolto altoPrestazione acustica molto elevata

Attenzione: questa tabella serve a capire la differenza tra gli ordini di grandezza, non a stabilire quale Rw sia necessario per una determinata abitazione.

Non possiamo dire semplicemente “32 dB vanno bene in campagna” oppure “vicino a una ferrovia servono 45 dB”, perché conta anche che tipo di rumore dobbiamo contrastare e quali frequenze lo caratterizzano.

Per questo, oltre a Rw, nelle valutazioni acustiche possono entrare in gioco anche altri due parametri, chiamati C e Ctr. Senza entrare troppo nel tecnico, servono a tenere conto del fatto che rumori diversi hanno caratteristiche e frequenze diverse e che quindi due finestre con lo stesso valore Rw non necessariamente si comportano allo stesso modo in ogni situazione.

Non è però necessario che sia il cliente a interpretare questi valori o a stabilire quale vetro utilizzare.

Quando il problema acustico è importante, è il tecnico competente in acustica a valutare il rumore presente e a definire le prestazioni necessarie. Sulla base della sua relazione sarà poi possibile scegliere il vetro e il serramento più adatti al risultato richiesto.

Per chi deve sostituire le finestre, quindi, il concetto da ricordare è più semplice: Rw è un ottimo riferimento per orientarsi e confrontare le prestazioni, ma nei casi acusticamente più complessi non basta scegliere il serramento con il numero di decibel più alto.

3 dB sono pochi?

No, ma bisogna capire cosa significa.

La scala dei decibel è logaritmica, quindi una differenza di pochi dB non deve essere interpretata come faremmo con una normale scala lineare.

A parità delle altre condizioni, un miglioramento di 3 dB del potere fonoisolante corrisponde a circa un dimezzamento dell’energia sonora trasmessa.

Questo non significa però che il nostro orecchio percepirà automaticamente il rumore come “dimezzato”: energia sonora e sensazione percepita non sono la stessa cosa.

Serve però a capire un concetto importante: passare, per esempio, da un serramento da 36 dB a uno da 42 dB significa guadagnare 6 dB e rappresenta una differenza tecnica tutt’altro che trascurabile.

La posa: il dettaglio che può cambiare il risultato

Possiamo scegliere un ottimo serramento e un vetro con prestazioni acustiche molto elevate, ma una posa non adeguata può compromettere anche sensibilmente l’isolamento acustico dei serramenti finale.

Il motivo è abbastanza semplice: il rumore tende a sfruttare i punti più deboli del sistema.

Fessure, discontinuità e giunti non correttamente sigillati possono diventare vie preferenziali per la trasmissione del suono. Per questo la tenuta all’aria e la continuità delle sigillature sono fondamentali anche dal punto di vista acustico.

Non è soltanto una nostra considerazione pratica. La UNI 11296:2024 tratta i criteri di posa dei componenti di facciata rispetto all’isolamento acustico dal rumore esterno, sia negli edifici nuovi sia negli interventi su edifici esistenti.

Anche dal punto di vista normativo, quindi, la posa fa parte del problema acustico e deve essere considerata insieme agli altri componenti del sistema.

Per comprendere più in generale perché il collegamento tra finestra e muratura sia così importante, puoi approfondire anche come la corretta posa in opera dei serramenti viene progettata secondo la UNI 11673.

Nelle sostituzioni uno dei punti che valutiamo con particolare attenzione è il vecchio telaio murato.

Installare una nuova finestra in sovrapposizione non significa automaticamente ottenere una cattiva prestazione acustica. Il problema è che mantenendo il vecchio telaio diventa più difficile intervenire su ciò che si trova sotto e attorno ad esso e verificare completamente le condizioni del collegamento con la muratura.

Abbiamo approfondito proprio questo tema nell’articolo dedicato alla posa della nuova finestra sul vecchio telaio.

Quando l’isolamento acustico dei serramenti è una priorità, rimuovere completamente il vecchio telaio ci permette invece di arrivare direttamente al vano murario, verificarne le condizioni e progettare il nuovo collegamento tra finestra e parete.

Possiamo così lavorare su:

  • continuità del giunto tra serramento e muratura;
  • tenuta all’aria, evitando fessure e passaggi incontrollati;
  • scelta dei materiali di riempimento e sigillatura in funzione del nodo da realizzare;
  • eventuali altri punti deboli del foro finestra, come cassonetti, spallette e davanzali.

Anche qui torna il concetto della massa che abbiamo visto prima.

Riempire uno spazio non significa necessariamente averlo corretto dal punto di vista acustico. Materiali molto leggeri e materiali più pesanti, anche a parità di spessore, possono avere comportamenti molto differenti nei confronti del rumore.

Ma la massa non è l’unica cosa che conta: un materiale pesante utilizzato male o un giunto nel quale rimane una fessura possono comunque compromettere il risultato.

Per questo, in acustica, non ragioniamo soltanto su cosa mettiamo attorno alla finestra, ma anche su come realizziamo e rendiamo continuo l’intero collegamento tra serramento e parete.

🛠️ Basta infatti una discontinuità apparentemente piccola perché il comportamento dell’insieme peggiori. È lo stesso principio che abbiamo visto per il serramento: la prestazione finale tende a essere condizionata dal punto più debole.

La posa, quindi, non è qualcosa che viene dopo la scelta della finestra.

Fa parte della prestazione acustica che stiamo cercando di ottenere.

Isolamento acustico dei serramenti: come scegliere una finestra se il rumore è un problema

Arrivati a questo punto dovrebbe essere più chiaro perché chiedere semplicemente “quanti decibel ha questa finestra?” non sia sufficiente.

Il valore è importante, ma bisogna sapere che cosa stiamo confrontando e quale problema dobbiamo risolvere.

Se il comfort acustico è una priorità, prima di scegliere gli infissi consigliamo di verificare almeno questi aspetti:

  • che tipo di rumore dobbiamo ridurre: traffico, voci, locali, ferrovia o altre sorgenti non hanno necessariamente le stesse caratteristiche;
  • quale sia la prestazione acustica dichiarata del serramento e non soltanto quella del vetro;
  • nei casi acusticamente più complessi, se la configurazione proposta sia coerente con le prestazioni indicate dal tecnico competente in acustica;
  • quale vetro sia previsto nella configurazione proposta;
  • se esistano altri punti deboli, come cassonetti, portoncini o altri elementi del foro finestra;
  • soprattutto, come verrà realizzato il collegamento tra il nuovo serramento e la muratura.

Non significa che per avere una casa silenziosa serva sempre acquistare la finestra con il valore in dB più alto disponibile.

Significa scegliere la prestazione giusta per il problema reale e fare in modo che vetro, serramento, posa e tutti gli altri componenti siano coerenti tra loro.

Perché anche un componente con prestazioni acustiche molto elevate, inserito in un sistema con un punto debole importante, non può esprimere da solo tutta la sua prestazione.

L’isolamento acustico non si ottiene quindi scegliendo un singolo componente eccezionale.

Si progetta eliminando, uno dopo l’altro, i punti attraverso i quali il rumore riesce ancora a entrare.

Se il rumore è uno dei motivi per cui stai valutando la sostituzione degli infissi, può essere utile partire anche dai segnali che indicano quando è realmente arrivato il momento di cambiare le finestre.

FAQ – Domande frequenti sull’isolamento acustico dei serramenti

1.Quanti dB deve avere una buona finestra?

Non esiste un valore corretto per tutte le abitazioni. Un Rw più elevato indica generalmente una maggiore prestazione fonoisolante, ma il valore necessario dipende dal tipo di rumore, dall’edificio e dagli altri componenti del foro finestra. Nei casi più complessi la prestazione richiesta dovrebbe essere definita da un tecnico competente in acustica.

2.Per isolare dal rumore è meglio il doppio o il triplo vetro?

Non necessariamente il triplo. Il numero delle lastre, da solo, non permette di stabilire quale vetro avrà la migliore prestazione acustica. Contano composizione, spessori, eventuale stratifica acustica e prestazione dichiarata della configurazione utilizzata.

3.Legno, PVC o alluminio: quale materiale isola meglio dal rumore?

Non è corretto stabilire una classifica assoluta basandosi soltanto sul materiale. Massa e caratteristiche del profilo hanno un’influenza, ma la prestazione dipende dal serramento completo: telaio, vetro, guarnizioni, tenuta all’aria, dimensioni e configurazione.

4.La posa può peggiorare l’isolamento acustico dei serramenti?

Sì. Fessure, discontinuità o un collegamento non adeguato tra finestra e muratura possono diventare punti deboli del sistema. Per questo la posa deve essere considerata parte integrante della prestazione acustica.

5.Anche il cassonetto della tapparella può far entrare rumore?

Sì. Il cassonetto è uno degli elementi che possono limitare il risultato complessivo, soprattutto quando ha una prestazione acustica molto inferiore rispetto alla nuova finestra. Il foro finestra deve quindi essere valutato nel suo insieme.

6.Posso migliorare l’isolamento acustico senza sostituire le finestre?

In alcuni casi sì, ma dipende da dove si trova il punto debole. Guarnizioni deteriorate, problemi di regolazione, cassonetti o giunti possono contribuire al passaggio del rumore. Prima di decidere un intervento è quindi importante capire da dove proviene realmente il problema.

7.Cosa devo chiedere quando mi propongono una finestra per ridurre il rumore?

Chiedi almeno quale sia la prestazione acustica dichiarata del serramento completo, quale vetro venga utilizzato e come verrà realizzata la posa. Se il problema è particolarmente importante, la scelta dovrebbe essere coerente con quanto indicato da un tecnico competente in acustica.