In questa guida vediamo come sigillare correttamente le finestre per prevenire spifferi, dispersioni e infiltrazioni, concentrandoci su un punto preciso: lo spazio tra il controtelaio murato e il telaio della finestra, cioè il cosiddetto giunto secondario di posa.
Una corretta sigillatura è fondamentale per non vanificare le prestazioni del serramento che hai acquistato.
E non è affatto scontata.
Ancora oggi ci capita di intervenire su finestre anche relativamente recenti dove il prodotto è valido, ma il collegamento tra serramento e controtelaio presenta criticità importanti.
Prima di parlare di silicone, polimeri, schiume o nastri autoespandenti bisogna però capire dove si trova realmente il problema.
Se senti entrare aria tra anta e telaio, per esempio, la causa potrebbe essere nelle guarnizioni o nella regolazione della ferramenta. In quel caso ti consiglio prima di leggere la nostra guida sui rimedi per gli spifferi dalle finestre e sugli errori da evitare.
Qui partiamo invece da un problema preciso: l’aria o l’acqua passano dal collegamento tra telaio della finestra e controtelaio.
Il principio mostrato nel video rimane valido: anche piccole discontinuità attorno al serramento possono incidere sulle prestazioni dell’intero sistema finestra.
Tabella dei contenuti
TogglePremessa: giunto primario e giunto secondario non sono la stessa cosa
Quando installiamo una finestra dobbiamo gestire correttamente i collegamenti tra serramento, controtelaio e muratura.
I principali giunti di posa sono due:
- Giunto primario: è il collegamento tra muro e controtelaio oppure, nelle configurazioni prive di controtelaio, tra muratura e telaio del serramento.
- Giunto secondario: spazio che intercorre tra il controtelaio e il telaio di una finestra.

Sono entrambi importanti, ma sono due punti differenti.
In questo articolo parliamo prevalentemente del giunto secondario, perché è proprio nello spazio tra telaio e controtelaio che, quando la posa non è stata eseguita correttamente, possiamo trovare spifferi, dispersioni e infiltrazioni anche importanti.
Se invece il problema si trova tra controtelaio e muratura, abbiamo dedicato un approfondimento specifico alla sigillatura del giunto primario tra controtelaio e muro.
La UNI 11673-1 fornisce criteri per progettare e verificare i giunti di posa in funzione delle prestazioni richieste.
Questo non significa che la norma imponga sempre un particolare silicone, una determinata schiuma o uno specifico nastro.
Significa qualcosa di più importante:
il giunto deve essere progettato come parte integrante del sistema finestra e i materiali devono essere scelti in funzione del lavoro che devono svolgere.
Quali errori possono creare spifferi tra finestra e controtelaio?
Quando inseriamo una finestra nel controtelaio viene necessariamente lasciato un certo spazio per consentirne montaggio, posizionamento e messa a piombo.
La dimensione dipende dal sistema e dal progetto di posa.
Il problema nasce quando questo spazio non viene correttamente riempito e sigillato oppure, ancora peggio, viene semplicemente nascosto dietro un coprifilo.
Il coprifilo è una finitura.
Non è lui che deve garantire la tenuta del giunto.
Se dietro rimane una discontinuità, l’aria può continuare a passare anche se esteticamente la finestra sembra installata perfettamente.
Le conseguenze possono essere:
- spifferi e infiltrazioni d’aria;
- dispersioni termiche;
- peggioramento del comfort;
- infiltrazioni d’acqua;
- peggioramento dell’isolamento acustico;
- in determinate condizioni, formazione di zone fredde che possono contribuire a fenomeni di condensa.

È importante però non fare diagnosi troppo semplici.
Un difetto del giunto può contribuire alla formazione di condensa, ma non significa che ogni muffa attorno alla finestra sia causata dalla posa. Se vuoi approfondire questo aspetto, abbiamo spiegato separatamente come valutare muffa e umidità attorno agli infissi.
Lo stesso vale per le infiltrazioni d’acqua.

Se il lato esterno del giunto non viene gestito correttamente, l’acqua può trovare una via d’ingresso e provocare danni al serramento, alla parete, al davanzale o alle finiture interne.
Una buona posa richiede quindi tre cose:
- progettazione;
- materiali adatti alla funzione da svolgere;
- corretta esecuzione.
Silicone o polimero: cosa preferisco per sigillare le finestre tra telaio e controtelaio?
Qui mantengo una posizione abbastanza netta perché deriva dalla nostra esperienza quotidiana.
Per la sigillatura elastica dei giunti di posa oggi preferisco generalmente un buon polimero specifico per serramenti rispetto al classico silicone generico.
Questo non significa che il silicone sia un materiale sbagliato in assoluto.
Esistono siliconi tecnici eccellenti e applicazioni nelle quali sono la soluzione corretta.
Ma non basta prendere una cartuccia qualsiasi e pensare di aver risolto il problema.
Nei giunti di posa abbiamo materiali differenti che si dilatano e si muovono in maniera diversa. Il sigillante deve quindi:
- aderire correttamente ai supporti;
- rimanere elastico;
- compensare i movimenti;
- avere un ritiro contenuto;
- mantenere le proprie caratteristiche nel tempo;
- essere compatibile con gli altri materiali presenti nel nodo.
Per questo nei nostri lavori utilizziamo normalmente polimeri specificamente sviluppati per il settore serramento.
Se quindi mi chiedi cosa sceglierei oggi tra un silicone generico e un buon polimero specifico per serramenti, nella maggior parte dei nostri giunti sceglierei il polimero.
Ma anche il miglior sigillante, applicato su una superficie sporca o all’interno di un giunto progettato male, non può fare miracoli.
Schiuma poliuretanica: è giusta o sbagliata?
La schiuma poliuretanica è uno dei materiali più utilizzati nella posa dei serramenti, ma da sola non completa correttamente un giunto di posa.
Questo è il punto importante.
Esistono schiume specifiche per serramenti, più elastiche e prestazionali rispetto ai prodotti generici, e noi stessi le utilizziamo quando il nodo e le condizioni della muratura lo richiedono.
La schiuma può svolgere molto bene la funzione di riempimento e isolamento della zona mediana, ma il giunto deve poi essere correttamente gestito anche sul lato interno ed esterno.
All’esterno dobbiamo proteggerlo dall’acqua e dagli agenti atmosferici.
All’interno dobbiamo garantire soprattutto continuità e tenuta all’aria, limitando anche l’ingresso incontrollato di vapore nel giunto secondo il sistema progettato.
Negli anni abbiamo aperto molte installazioni trovando situazioni come questa.

Schiume applicate male, troppo rigide, discontinue o non adeguatamente protette possono perdere aderenza lasciando piccole fessure lungo il perimetro del serramento.
Con il passare degli anni, inoltre, i continui movimenti tra muratura e serramento possono mettere particolarmente sotto stress materiali non sufficientemente elastici.
In altri casi troviamo semplicemente vuoti nell’estrusione, parti non riempite o punti nei quali la schiuma non ha aderito correttamente.
Da quelle discontinuità possono passare aria e rumore.
La schiuma, quindi, non va demonizzata.
Quando abbiamo superfici irregolari o cavità nelle quali un nastro non potrebbe lavorare correttamente, utilizzare una buona schiuma elastica specifica per serramenti può essere la scelta giusta.
La distinzione che faccio è questa: una buona schiuma utilizzata correttamente come parte di un sistema di posa è un ottimo materiale. Una schiuma qualsiasi utilizzata come unica soluzione del giunto non lo è.
Come sigilliamo il giunto secondario con i nastri autoespandenti
Nel nostro sistema di posa Finestra Evoluta, quando le condizioni del nodo lo permettono, prediligiamo spesso l’utilizzo dei nastri autoespandenti.
Non perché la schiuma sia vietata, ma perché in un giunto regolare e correttamente progettato il nastro offre caratteristiche che considero particolarmente interessanti.
Il nastro viene applicato compresso e, una volta posizionato, aumenta progressivamente di volume fino a raggiungere il proprio campo di lavoro.
In questo modo riesce ad adattarsi alle piccole irregolarità e mantiene nel tempo una buona capacità di seguire i movimenti tra serramento e struttura.
C’è però un dettaglio fondamentale: il nastro deve essere dimensionato correttamente.
Ogni prodotto è progettato per lavorare entro un determinato intervallo.
Se utilizziamo un nastro non adeguato alla larghezza reale della fuga, non possiamo aspettarci che raggiunga le prestazioni dichiarate.
Non basta quindi comprare “un nastro autoespandente”.
Bisogna sapere quale nastro utilizzare e dove utilizzarlo.
Nastro esterno e nastro multifunzione non svolgono necessariamente lo stesso lavoro
I nastri hanno caratteristiche diverse in funzione della posizione nella quale vengono utilizzati.
Sul lato esterno utilizziamo, quando previsto dal nodo, prodotti in grado di contrastare la pioggia battente ma nello stesso tempo sufficientemente permeabili al vapore da favorire la sua migrazione verso l’esterno.
Uno dei prodotti che utilizziamo spesso è Hannoband BG1/BG1 XL di PosaClima, specificamente progettato per la battuta tra telaio del serramento e controtelaio.
PosaClima dichiara per questo prodotto una garanzia di 15 anni all’esterno in condizioni di massima esposizione.
Nel lato interno o quando utilizziamo sistemi multifunzione, invece, scegliamo prodotti progettati per controllare anche la tenuta all’aria e il passaggio del vapore verso il giunto.
La regola rimane sempre la stessa: prodotto giusto, nella posizione corretta e all’interno del proprio campo di lavoro.
Il nastro autoespandente è sempre migliore della schiuma?
No.
Anche se personalmente prediligo i nastri quando posso utilizzarli correttamente, in ristrutturazione possiamo trovare murature molto irregolari, soprattutto dopo la rimozione del vecchio telaio.
Il giunto può avere dimensioni molto diverse lungo lo stesso lato oppure superfici sulle quali il nastro non potrebbe lavorare correttamente.
Usarlo comunque perché “il nastro è migliore” sarebbe un errore.
In quei casi possiamo utilizzare schiume elastiche specifiche, sigillanti, membrane o soluzioni combinate, in funzione delle condizioni reali.
È un concetto sul quale insisto spesso anche durante i corsi:
un materiale eccellente utilizzato nel punto sbagliato diventa un cattivo sistema di posa.
Il vero salto di qualità non consiste nel sostituire sempre la schiuma con il nastro.
Consiste nel progettare il nodo e scegliere il materiale o i materiali più adatti a quel nodo.
Cosa dice la UNI 11673-1 sulla posa dei serramenti?
La UNI 11673-1 definisce metodologie per verificare i requisiti dei progetti di posa e le prestazioni dei giunti di installazione in coerenza con quelle dei serramenti.
Detto in maniera semplice:
non ha senso acquistare un’ottima finestra e poi collegarla alla casa con un nodo che diventa il punto debole dell’intero sistema.
Tra gli aspetti da considerare nella progettazione troviamo:
- isolamento termico;
- comportamento acustico;
- permeabilità all’aria;
- tenuta all’acqua;
- sollecitazioni meccaniche;
- gestione dell’umidità;
- dilatazioni e movimenti;
- durabilità.
Non significa che il giunto “erediti automaticamente” tutti i valori certificati della finestra.
Significa che deve essere progettato in modo coerente con le prestazioni richieste e non diventare il punto debole dell’installazione.
Se vuoi capire più in generale come dovrebbe essere progettata la posa, puoi approfondire la UNI 11673 e la corretta posa in opera dei serramenti.
Progettare la posa prima di arrivare in cantiere
Prima di sostituire i serramenti valutiamo il nodo nel suo insieme.
Controlliamo, in funzione del lavoro:
- vecchio serramento e vecchio telaio;
- controtelaio;
- muratura;
- davanzali;
- posizione della nuova finestra;
- eventuale cappotto;
- oscuranti e cassonetti;
- condizioni dei supporti.
Quando necessario predisponiamo tavole tecniche di posa che definiscono come dovrà essere realizzato il collegamento tra serramento ed edificio.
Per noi questo è un passaggio fondamentale:
la posa non dovrebbe essere decisa dal posatore dopo aver appoggiato la finestra davanti al foro.
Materiali principali e sistema di posa devono essere definiti prima.
Naturalmente in ristrutturazione possono emergere condizioni non visibili durante il sopralluogo e può essere necessario adattare il progetto.
Ma adattare una soluzione a ciò che troviamo è molto diverso dall’improvvisarla.
Abbiamo approfondito questo concetto anche nella guida dedicata a come la posa degli infissi influenza realmente il comfort della casa.
Materiali di posa: il prodotto migliore non basta
Avere a disposizione nastri, membrane, polimeri e schiume ad alte prestazioni non garantisce automaticamente una buona posa.
Un nastro autoespandente montato fuori dal proprio campo di lavoro può funzionare male.
Un polimero applicato su una superficie non preparata correttamente può non aderire.
Una schiuma applicata in modo discontinuo può lasciare vuoti.
Per questo progetto, materiali ed esecuzione devono essere considerati parti dello stesso lavoro.
Se devi sostituire le finestre, quindi, non chiedere soltanto:
“Utilizzate la schiuma oppure il nastro?”
Una domanda molto più utile è:
“Come avete previsto di collegare la mia nuova finestra al controtelaio e alla muratura?”
Se la risposta è semplicemente:
“Mettiamo un po’ di schiuma e poi il coprifilo”,
personalmente qualche domanda in più la farei.
Cosa chiedere prima della posa dei nuovi serramenti
Non devi diventare un esperto di posa.
Ma prima di acquistare le finestre dovresti riuscire a capire se l’installazione è stata progettata oppure verrà improvvisata durante il montaggio.
Puoi chiedere:
- come verrà realizzato il giunto tra telaio e controtelaio;
- come verrà garantita la tenuta all’aria;
- cosa verrà utilizzato nella parte mediana;
- come verrà protetto il lato esterno;
- cosa succederà al vecchio telaio;
- quali materiali verranno utilizzati e perché.
Noi abbiamo preferenze precise.
Quando il nodo lo permette prediligiamo i nastri autoespandenti, utilizziamo sigillanti polimerici specifici e ricorriamo alle schiume elastiche per serramenti quando le condizioni richiedono quel tipo di soluzione.
Sono scelte maturate dopo anni di posa, assistenze e soprattutto dopo aver riaperto moltissimi nodi realizzati in passato.
Ed è proprio osservando cosa succede dopo cinque, dieci o quindici anni che si capisce la differenza tra un materiale semplicemente applicato e un sistema di posa realmente progettato.
La conclusione è semplice:
non esiste un solo materiale capace di risolvere qualsiasi giunto. Esistono però materiali migliori per determinate funzioni e un modo corretto di sceglierli e utilizzarli.
È su questo che si gioca buona parte della qualità della posa di una finestra.
FAQ – Domande frequenti su come sigillare le finestre per prevenire spifferi e infiltrazioni tra telaio e controtelaio
1. Come faccio a capire se lo spiffero arriva dal giunto tra telaio e controtelaio?
Se l’aria entra dal perimetro fisso della finestra, soprattutto in prossimità dei coprifili, il problema può essere nel giunto di posa. Se invece proviene dalla zona tra anta e telaio, è più probabile che vadano controllate guarnizioni, ferramenta o regolazioni. Una verifica in loco permette di individuare la causa reale.
2. Per sigillare una finestra è meglio il silicone o un polimero?
Dipende dal prodotto e dal punto di utilizzo. Nella maggior parte dei nostri giunti di posa preferiamo polimeri specifici per serramenti rispetto al silicone generico, soprattutto per elasticità, adesione e capacità di seguire i movimenti tra materiali differenti.
3. La schiuma poliuretanica va bene per montare le finestre?
Sì, se si utilizza una schiuma specifica per serramenti, adatta alla funzione richiesta e inserita in un sistema di posa completo. La schiuma può essere un ottimo materiale di riempimento e isolamento, ma non deve essere considerata automaticamente l’unica sigillatura necessaria.
4. I nastri autoespandenti sono sempre migliori della schiuma?
No. Nei giunti regolari e correttamente dimensionati li preferiamo spesso, ma su murature molto irregolari o in presenza di cavità può essere più corretto utilizzare una schiuma elastica o una soluzione combinata. La scelta dipende dal nodo reale.
5. Quanto dura un nastro autoespandente?
Dipende dal prodotto. Non esiste una durata unica per tutti i nastri. Per esempio, Hannoband BG1/BG1 XL, che utilizziamo anche noi sul lato esterno, è dichiarato dal produttore con garanzia di 15 anni all’esterno in condizioni di massima esposizione.
6. Il coprifilo può fermare gli spifferi?
No. Il coprifilo è principalmente un elemento di finitura. Se dietro esiste un giunto discontinuo o non correttamente sigillato, nasconderlo non elimina il percorso dell’aria.
7. Si possono eliminare gli spifferi senza sostituire la finestra?
In molti casi sì. Se il serramento è valido e il problema è localizzato nel giunto di posa, può essere possibile intervenire sulla sigillatura. Prima però bisogna individuare con precisione da dove entra l’aria.
